Viaggiare è il sangue che mi scorre nelle vene, è il mio stato naturale, è parte di me. Il solo pensiero di un viaggio imminente rende tutto più leggero, il lavoro, le incombenze, i doveri quotidiani.
Con giorni di anticipo comincio a pensare a cosa mettere in valigia, scelgo attentamente le letture, solitamente adattandole anche all’ambiente che mi accoglierà, cerco le attrazioni da non perdere, quelle più insolte e naturalmente quelle ‘letterarie’.
Succede però che, in uno dei miei viaggi in medio oriente mi ritrovo, inaspettatamente e sorprendentemente nel mezzo di uno scenario di guerra.
Inizialmente si è presi alla sprovvista: incredulità, smarrimento, senso di incertezza… poi, piano piano, la mente si adatta, l’orecchio si abitua a rumori diversi, lo sguardo circospetto si guarda intorno più del solito.
Come si passa, nel giro di ventiquattr’ore, dal ruolo di viaggiatore privilegiato a quello di turista ‘stranded‘, bloccato all’estero?
Ognuno reagisce in modo diverso; io ho contrastato l’atmosfera di incertezza, tensione, paura a volte, con carta e penna: la carta scritta da me, il mio diario che si è trasformato da diario di viaggio a diario di guerra, e poi la carta scritta dagli autori veri, quelli pubblicati, quelli famosi.
Grazie a Dio non ho dovuto familiarizzare con rifugi antiaerei, il miei rifugi sono stati i libri, la grande e fornita libreria Kinokuniya https://thedubaimall.com/en/shop/kinokuniya nel Dubai Mall, e la splendida biblioteca Mohammed Bin Rashid Public Library https://www.mbrl.ae/ un luogo pubblico e allo stesso tempo intimo, un ritrovo per cercatori di calma.
Nella notte tra domenica e lunedì, rientrando in Italia, il mio compagno di viaggio è stato un libro piccino, leggero, comodo da trasportare e da leggere in poche ore. Già letto anni fa, è stato scelto come lettura per il prossimo incontro del book club di cui faccio parte (@somanybooks_bookclub) per l’incontro del mese prossimo: 84, Charing Cross Road, di Helen Hanff, delizioso scambio epistolare tra una lettrice/scrittrice americana e un bookseller londinese.
Dopo il decollo, a notte fonda, apprestandomi alla lettura, ha catturato la mia attenzione la dedica scritta dall’amica che mi ha regalato questo volumetto: leggendo la citazione che aveva scelto, nel giugno 2020, nel pieno di un altro periodo difficile, ho sorriso, pensando a quanto le parole sappiano narrare il tempo, chiamare per nome a ciò che sentiamo, a quanto tornino attuali, nostro malgrado:
” Quando un uomo sente il mondo farsi oscuro intorno a lui, legge un libro e vede un altro mondo” Amos Oz.
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