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Affittasi sogno

Ci passo davanti tutti i giorni, ha molte vetrine, occupa l’angolo di una via trafficata.

E’ vuoto da mesi.

I cartelli “AFFITTASI”, di vario colore, sono l’unica decorazione dietro vetrate, che un tempo mostravano bomboniere e soprammobili di ogni tipo; era inevitabile fermarsi, anche se non c’erano in vista ricorrenze che giustificassero l’entrata nel negozio. In un paio di occasioni avevo trovato una scusa per curiosare all’interno e ne ero uscita con qualche acquisto: piccoli regali, ma soprattutto deliziosi confetti con i ripieni più insoliti.
Ormai mi sono abituata ai locali completamente deserti: al retrobottega, che finalmente svela le sue geometrie; alla sensazione di disfatta che questa interminabile crisi ha fatto sedimentare nello stato d’animo di tutti; saracinesche che, una dopo l’altra, abbiamo visto abbassarsi definitivamente negli anni, coraggiosi tentativi falliti dopo pochi mesi, fantasiosi progetti che stentano a sopravvivere.
Oggi però mi sentivo particolarmente ottimista, forse perché è iniziato settembre, che vuol dire ricominciare. Sarà che ho un sogno: passando davanti a quelle vetrine mi sono immaginata all’interno, arrampicata su una scala a posizionare gli addobbi natalizi, o concentrata sui nuovi arrivi per esporre i titoli più accattivanti: mi sono vista dentro la mia libreria.
Mi è apparsa in tutti i dettagli: la cassa, dietro la quale sedava una mia fedele lettrice, che condivide con me questo sogno, l’angolo bar con qualche comoda poltrona, per sfogliare i nuovi acquisti, lo spazio per le letture serali, o pomeridiane per piccoli appassionati; ho visualizzato anche l’insegna: “SABRINALIBRI”.
Che bello sarebbe… ma quanto coraggio, o forse follia ci vorrebbe per aprire una libreria di questi tempi.
Un clacson nervoso mi ha richiamata all’ordine, ho inserito la prima e ho svoltato l’angolo, non prima di rivolgere un ultimo sguardo a quelle vetrine: ero ancora sulla scala, mi ostinavo a sistemare le luci e a rendere unica la mia libreria. Mi è sfuggito un sorriso verso tanta realistica tenacia.
Ho salutato l’altra me,  il mio sogno e ho proseguito verso casa.
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Comments (2)

  • Francesco Totano 4 years ago Reply

    Non c'è sogno che si raggiunga senza follia e c'è un pizzico di sogno in ogni follia…

    Ma poi, si può parlare davvero di follia?…

    Continuo io ad immaginare per te: tutti noi, i tuoi followers, già pronti in fila ad aspettar che si alzi la serranda, nel giorno dell'inaugurazione…

    Vai, Sabrina, vai…

  • Sabrina 4 years ago Reply

    Che bello, grazie …sognare insieme rende tutto più reale, anzi realizzabile,

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