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Dominare il tempo

Non importa quale sia il nostro ruolo,  direttori di banca, impiegati, casalinghe studenti: settembre ci intrappola come una gigantesca piovra con i suoi tentacoli, ci fa piombare nello sconforto per alcuni giorni, ci fa credere che il tempo non basterà, non riusciremo ad assolvere ai nostri compiti familiari, sociali, professionali senza dire addio a sport, svago e, per quanto mi riguarda, agli adorati libri sul comodino.

Mentre tentiamo di divincolarci arrivano convocazioni per consigli di classe, inviti a provare nuove rivoluzionarie tecniche di tonificazione in palestra, intanto il promemoria del telefono continua a fare il suo mestiere e ci ricorda che in un quarto d’ora dobbiamo essere da un’altra parte, per un’altra commissione.

Tempo, tempo, tempo, non c’è mai tempo: eppure esistono luoghi su questo pianeta dove il tempo non governa gli esseri umani, posti che, quando ho la fortuna di visitarli, mi affascinano per il potere che hanno di fermare il tempo, e utilizzarlo senza esserne vittime. E’ lì che oggi vorrei essere, senza calendari, telefono e appuntamenti da non mancare.

Ci sono angoli di mondo dove l’orologio non è un nemico, dove i momenti del giorno sono scanditi dalle maree, dove nessuno rincorre il tempo, ma si ferma e lo vive.

All’inizio il viaggiatore occidentale fa fatica ad assorbire questa filosofia: nota il passo lento delle cameriere e lo ritiene svogliato, subisce lunghe attese al bar giudicando poco attento il barman, attende a lungo, troppo a lungo un taxi e subisce il disagio come un affronto personale.

Col passare dei giorni però, quello stesso viaggiatore comincerà a camminare più lentamente, ad approfittare del tragitto dalla stanza al ristorante per ammirare la vegetazione che impera ovunque, i colori singolari di fiori mai visti nell’altro emisfero. In spiaggia, solleverà spesso lo sguardo dal libro per guardare le barche arrendersi alla bassa marea e coricarsi su un fianco, o gli abili pescatori utilizzare faticose e antiche tecniche per raccogliere ciò che la natura offre quando il mare si ritira.

Inspiegabilmente, senza accorgersene, lo stressato viaggiatore occidentale rallenterà la lettura del suo libro per guardare, annusare, impregnarsi di una sensazione di pace che forse proprio “l’assenza”, o meglio, il fermarsi del tempo comporta.

Pensiamo di dover insegnare ad altri popoli a non perdere tempo, osserviamo alcuni comportamenti dall’alto in basso; forse a dovremmo invece imparare che a volte fermarsi è necessario, in alcune occasioni fare una pausa, riprendere respiro, potrebbe aiutarci a ricominciare con maggiore energia, affrontando meglio settembre, e ciò che esso comporta.

Oggi avevo bisogno di una pausa, mi sono fermata e ho cercato ispirazione pensando al Madagascar; sto già meglio… dopotutto domani è il trenta settembre.

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Comments (3)

  • Francesco 3 years ago Reply

    Mia cara Sabrina, apprezzo sempre molto i suoi scritti ma a volte, questa è una di quelle, non resisto dal commentare aggiungendo pensieri o sensazioni che le sue parole hanno suscitato nell’ignaro lettore (me) che (ma guarda un po’) pensava solo di “perdere” due minuti.

    Invece, proprio come il suo turista occidentale, man mano che la lettura scorreva, lo sguardo sulle sue parole rallentava (e rallentava anche il respiro)… ed una sensazione davvero curiosa e strana, una calma fuori tempo ha iniziato ad impossessarsi di me… Curioso, davvero curioso…

    Proverò a rileggerla la prossima volta che, come spesso capita, tutto inizia a girare intorno come una trottola tanto da non sapere come fermarsi: chissà se funzionerà ancora…

    Un cordiale saluto,

    Sabrina 3 years ago Reply

    Grazie, caro Francesco. Sono felice di aver aiutato chi mi legge, con le mie parole, a “rallentare”. A presto

  • Miss Murone 3 years ago Reply

    Forse è proprio questo il nostro problema, ci concentriamo troppo su noi stessi e diamo poca importanza a tutto ciò che ci circonda che spesso si riscopre essere un fulcro di meraviglie e sensazioni.

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