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Definire un’emozione

Capita anche a voi di non trovare le parole per spiegare come vi sentite? Ci sono delle volte in cui siete nostalgici ma in realtà non vi manca niente, leggermente tristi ma non sapete perchè, o al contrario particolarmente gioiosi in una giornata che non vi sta regalando niente di speciale…

A volte non sappiamo spiegarlo, cerchiamo aiuto nella parafrasi, altre volte ci abbandoniamo a vivere un’emozione senza il bisogno di definirla.

Delle due circostanze, la prima è quella che mi accade più di frequente, ho questa impellente necessità di dover definire, di dover dare una parola a qualsiasi sensazione si appropri di me; è per questo che quando un paio di anni fami sono imbattuta nel libro Atlante delle emozioni umane, di Tiffany Watt Smith, l’ho comprato immediatamente. Questo volume non solo prova a spiegare 156 tipi di emozioni, ne introduce alcune che hanno un termine appropriato in una lingua, ma non esistono in altre: c’ è ad esempio la Gezelligheid, che è esattamente la sensazione fisica che provo oggi

“lo starsene al caldo in un posto confortevole, circondati da buoni amici (non si può provare gezelligheid da soli)- sia lo stato emotivo del sentirsi abbracciati e confortati da qualcuno.”

Sfogliando questo libro ho scoperto che presso gli inuit esiste un nome per quell’ansia che ci coglie quando aspettiamo una visita, si chiama iktsuarpok, un senso di attesa trepidante, o che in tedesco esite una parola appropriata per ” …esprimere l’agitazione nervosa che sale dentro di noi quando ci accorgiamo di essere a corto di tempo”: si chiama Torschlusspanik, e letteralmente si traduce con “panico per la porta che si sta chiudendo”. Posso affermare che sono vittima di Torschlusspanik regolarmente, diciamo uasi ogni giorno … e voi?

Questo dizionario aiuta a definirsi, ma spinge anche a guardarsi dentro e ad osservare meglio ciò che ci circonda, per dare a un’emozione un nome, o pià semplicemente lo spazio che merita: insegna a fermarci, ad analizzare ciò che sentiamo, a saperlo riconoscere e a sfruttarlo al meglio. Ci siamo abituati ad abusare di alcuni termini, panico, ansia, empatia, paranoia … ma sappiamo davvero che emozioni portano con sè questi termini? A volte leggere un libro aiuta semplicemente a leggersi dentro, a definire ciò che proviamo, oppure a spiegare ciò che una aprola non basta a tradurre.

Tiffany Watt Smith Atlante delle Emozioni Umane UTET

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