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Saporito o sapido?

Qualche tempo fa ho scritto a proposito delle parole preferite dagli italiani (http://www.sabrinalibri.it/2017/10/le-belle-parole.html) e del centesimo compleanno dello Zingarelli. Oggi, leggendo un articolo di qualche settimana fa su Vanity Fair, ho appreso che il famoso vocabolario, adeguandosi ai tempi, introduce ogni anno, tra le sue pagine, parole coniate dall’influenza straniera, dalla politica, dalla televisione. Lo fa dal 1994 ; grazie a questa solerzia possiamo trovare, sfogliandolo, la definizione di “aumma aumma”, di “selfie”, di “cucchiaio” del mio amato capitan Totti, e di tanti altri termini che, solo qualche anno fa, avremmo definito sconosciuti.

Ma ciò che mi allarma di questo articolo è un piccolo riquadro in fondo alla pagina intitolato “S.O.S. Lingua: 3.125 parole da salvare”. Sono tanti infatti i vocaboli che rischiano di scomparire perché caduti in disuso. Sullo Zingarelli possono essere facilmente individuati perché segnalate da un fiore.

Occhio dunque alla naturalistica icona: autonominiamoci paladini della lingua italiana e difendiamo le parole in via di estinzione; io ho già cominciato, scrivendo “solerzia” invece di diligenza. E mi sforzerò di esaltare la fragranza di un’essenza invece del suo profumo, o di definire un piatto troppo generoso di sale come sapido, e non saporito. E voi? Vi unite a questa opera di salvaguardia? Dichiaro aperta la stagione di caccia alle “parole in fiore”, le parole da salvare!

 

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1 Comment

  • Miss murone 3 years ago Reply

    😂😂😂 in prima linea a combattere per la nostra lingua!

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