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Three sides to every story

Ho appena finito di leggere un interessantissimo libro, riuscito esempio di  miscuglio tra fiction e documento storico politico. Racconta una storia lunga sessant’anni attraverso le vicende di una famiglia palestinese.

In Ogni mattina a Jenin di Susan Abulhawa, a esposizioni precise e quasi giornalistiche si alternano descrizioni poetiche, rievocazioni profonde e ritratti di personaggi che  non saranno facilmente dimenticati, passionali sia nell’amare che nel provare odio, perché, come dice uno dei personaggi: “..dove c’è tanta sofferenza anche l’amore ha maggiore impeto.”

Spesso si dice “dipende dal punto di vista”: in questo caso la prospettiva è fondamentale, anzi sarebbe interessante leggere la stessa storia anche dal punto di vista di David, personaggio cresciuto da ebreo, che scopre da adulto di essere in realtà palestinese. Dunque basta un imprevisto, una casualità per abituarci ad odiare qualcuno che poi, in realtà, risulta essere la nostra immagine riflessa nello specchio.

In inglese si usa dire: “There are three sides to every story: mine, yours and the truth”

Ho letto molto sulla diaspora degli ebrei, sull’olocausto e sull’eccidio di una razza a opera di una folle ideologia. Conoscevo molto meno la storia di un popolo che all’improvviso si è visto estirpare le proprie radici ed è stato rinchiuso in campi profughi, sottoposto ad altro tipo di segregazione dallo stesso popolo appena sfuggito alla persecuzione, tanto da strappare al narratore un pesante commento: “…i palestinesi avevano pagato il prezzo dell’olocausto ebreo..”

Dunque ho letto due lati della storia: ora devo cercare il terzo.

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1 Comment

  • Booksaddicted 3 years ago Reply

    Libro appena aggiunto alla mia reading list ✅

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