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Un sabato pomeriggio di tanti anni fa

Ci sono eventi che restano scolpiti nella memoria anche se non ci hanno coinvolti direttamente. Il tempo non impolvera certi ricordi, gli anni non riescono a spingerli nella retroguardia della memoria… no.
Io ricordo perfettamente  quando, dagli schermi tv di un concessionario auto, in un pomeriggio di settembre, con in braccio una figlia di poche settimane, vidi implodere la prima delle torri gemelle.
Allo stesso modo ricordo nel dettaglio un sabato pomeriggio di tanti anni fa, era il 23 maggio, proprio come oggi un pomeriggio di sole intenso, quel sole che ti fa credere che l’estate sia ormai alle porte.
Il sabato pomeriggio, il sole, vent’anni o poco più, e un fidanzato. Ci sentivamo spensierati e allo stesso  tempo adulti, e inebriati da quella sensazione di felicità che solo da giovani il sabato sa regalarti.
Eppure, dall’autoradio di una ormai antica Renault 5, ascoltammo l’edizione straordinaria del notiziario. Interruppe una delle canzoni pop del momento, e interruppe per un attimo anche i nostri respiri, prendendosi gioco della nostra vitalità, ridicolizzandola e facendoci sentire piccoli, e soprattutto indifesi davanti ai tentacoli di una bestia che, ferita, diventa ancora più pericolosa, e violenta.
Forse quel pomeriggio cominciai a diventare adulta, a capire che tutto in un attimo può cambiare, e che, anche se è legittimo continuare a sognare, il male non si può vincere, ma lo si deve comunque combattere.
” Gli uomini passano, le idee restano, e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini” diceva chi, quel sabato pomeriggio fu ucciso insieme a sua moglie, e ad altri uomini, quelli della scorta.
A quegli uomini meno famosi, ma morti per gli stessi valori, gli Stadio dedicarono anni fa una splendida canzone,  Per la Bandiera.

Questa sera voglio condividere con voi non il piacere di una buona lettura, bensì l’ascolto di una bella canzone.

Sarà un modo diverso per ricordare anche i volti meno noti di chi non c’è più, persone comuni,  la cui vita aveva lo stesso valore di quella dell’uomo che hanno tentato di proteggere.

Io sono qui per la legge

o meglio noi siamo la scorta

proteggo un uomo importante

gli apro e chiudo la porta

questo mestiere mi ha scelto

almeno ho un lavoro sicuro

perché ho una moglie ed un figlio

e devo pensare al futuro

almeno finché ne avrò

sento uno strappo di tuono

in questo sabato sera

sassi ed asfalto nel cielo

di fuoco rosso e lamiera

non sento male un istante

ma ora il futuro è chimera

e tutto questo per niente

solo per una bandiera

( ……. )

6 Mi piace

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Comments (4)

  • Unknown 3 years ago Reply

    E'un piacere ritrovarti e conoscere questo tuo blog.
    Mi farai sicuramente compagnia.
    Un abbraccio.
    Ivan

    Sabrina 3 years ago Reply

    Grazie, ne sarò felice!

  • Tina Montinaro 2 years ago Reply

    Ciao Sabrina, sono Tina la moglie di Antonio capo scorta del giudice Falcone,
    grazie per aver ricordato Antonio Vito e Rocco.
    Voglio risponderti con le parole di Antonio per far capire come dici bene tu che la scorta era fatta da uomini:
    “Chiunque fa questa attività ha la capacità di scegliere tra la paura e la vigliaccheria.La paura è qualcosa che tutti abbiamo, chi ha paura ama , chi ha paura piange, è la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell’ ottica umana.
    Io come tutti gli uomini ho paura indubbiamente, non sono vigliacco, me ne sarei già andato.Nella mia posizione la paura è magari lasciare i bambini soli, per uno sposato la paura si gestisce in virtù della propria famiglia: si ha paura di lasciarli soli, si ha paura di non avere la capacità di morire per una ragione valida.Io scorto un uomo ad altissimo rischio”
    Antonio Montinaro.
    Questo era il Grande capo scorta del dottor Falcone, padre e marito meraviglioso.
    Sabrina sei una persona speciale!

    Sabrina 2 years ago Reply

    Cara Tina,
    ti ringrazio immensamente per aver condiviso le parole di tuo marito: sono una testimonianza che non può che spingerci a continuare a credere nell’essere umano, a convincerci che il coraggio, lo spirito di dedizione, il senso del dovere e l’onestà esistono e devono essere d’esempio per i nostri ragazzi, così giovani eppure a volte già così rassegnati, sconfitti. Oggi mi hai ricordato che non devo temere la paura, bensì addomesticarla, accettarla come compagna di vita, considerandola non una zavorra che frena, bensì un motore che spinge; anche per questo ti sono grata.

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