Loading...

Non dirmi che hai paura

E’ deciso. Comincerai a correre. Ormai anche i tuoi vicini di casa sono diventati assidui joggers, non puoi essere da meno. Quando esci in macchina vedi tanti corridori quanti sono i semafori della tua città, perfettamente attrezzati, con i loro giubbini ad alta visibilità, cuffie, cronografi e tutto il resto. Non puoi sottrarti, e non è solo per una questione di moda, o per buttare giù quei maledetti due chili che si aggrappano ai tuoi fianchi ogni inverno, e in primavera fanno bella mostra di sé, strizzati nei jeans comprati la scorsa estate. No, è una questione di principio, devi dimostrare a te stessa che puoi farlo anche tu, trovare il tempo, l’energia, la voglia; in poche settimane gli appassionati di corsa del quartiere ti saluteranno come una di loro;  e poi sembra così facile…
Così l’indomani ti rechi in uno dei paradisi degli sportivi, uno di quei negozi dove possono vestirti da ciclista, tennista, insaccarti come un salame tra corde da trekking, ganci e picozze, oppure schiacciarti in una modernissima tuta al neoprene, posto che tu trattenga il respiro fino al contatto con l’acqua, rendendoti in poco meno di dieci minuti un perfetto aspirante diver.
Raggiungi il reparto corsa dove un addetto competente e cortese ti spiega tutti i segreti del tuo piede, ti affibbia il giusto paio di scarpe, e ti spedisce da un altrettanto preparato commesso che ti veste come un evidenziatore. Un ultima tappa al banco degli orologi: non puoi neanche pensare di metterti in strada senza un cardiofrequenzimetro che ti informi in tempo reale su: tempo trascorso, calorie consumate, minuti che ti separano da una crisi respiratoria e chilometri, o forse metri, percorsi.
Ora sei pronta. il tuo outfit è ordinatamente disposto sulla poltrona, domani è il gran giorno.
Sabato mattina: ti sveglia il rumore di una leggera pioggerella che bussa sul lucernaio della tua stanza. Ti avvicini cauta alla finestra: piove. Peccato… con la pioggia no, se poi ti raffreddi? E poi ti si arricciano tutti i capelli.. vabbè comincerai a correre un’altra volta, oggi approfitti per leggere un po’.
E ti imbatti nella storia di Samia, una ragazza che non solo non ha mai posseduto un cardiofrequenzimetro, ma per anni ha corso con le scarpe usate dei suoi fratelli maggiori, e che non si è mai arresa a due gocce di pioggia,  anzi,  ha corso nonostante scrosci di repressione, discriminazione e paura.
Leggi, non riesci a smettere, e ti senti piccola, nel tuo completo acceso, eccentrico, banale artificio che ti rende visibile agli occhi degli automobilisti, ma non potrà far crescere dentro di te una passione che va oltre lo sport, che diventa desiderio di sopravvivenza, di emancipazione, semplicemente sacrosanto diritto alla giustizia. Perché tu vivi in un paese che, nonostante i suoi tanti difetti, ti permette di essere libera, di realizzarti e di scegliere.
Vorresti tornare in quel negozio e restituire tutto, e imparare da Samia,  a correre con scarpe vecchie, e ad avere la sua forza, il suo coraggio, e a non avere paura, mai.
NON DIRMI CHE HAI PAURA, di Giuseppe Catozzella, è un libro che insegna alle  menti dei nostri giovani figli, e ancora di più aiuta  quelle di noi adulti, un po’ arrugginite, a flettersi, per  guardarsi dentro. Ci spoglia delle nostre vane frustrazioni e ci costringe a ridimensionare le nostre apparenti necessità.

Un altro libro che consiglio vivamente. Credetemi: dopo averlo letto, incrociando alcuni sguardi, leggerete oltre la loro aria smarrita, o guerriera, ; e se vi soffermerete a guardarli, oltre le pupille scorgerete il nostro stesso orizzonte alla fine del mare, ma visto da un altro punto di osservazione.
“Corri Samia, corri…” E non dire mai che hai paura.
5 Mi piace

You might also like

Comments (2)

  • Booksaddicted 3 years ago Reply

    Il mio libro preferito…Dio sa quante volte ho fatto il tifo per lei!

  • Angela 2 years ago Reply

    Grazie per il consiglio, e grazie per avermi suggerito di leggere il tuo post solo successivamente. Hai raccontato perfettamente il miscuglio di emozioni che ti sovrastano durante la lettura e le inevitabili riflessioni sulla libertà e la sua privazione, quando hai finito di leggerlo.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.